Libri

Accabadora, di Michela Murgia

accabadora-michela-murgia-romanzo-einaudi

Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un’altra.”

Inizia così “Accabadora”, il libro di Michela Murgia pubblicato nel 2009 da Einaudi e diventato in breve tempo un best seller che racconta realtà fino ad allora pressoché sconosciute al di fuori della Sardegna, o chiamate con altri nomi.

Maria Lustra era la “figlia d’anima” di Bonaria Urrai, una donna di buona famiglia ma senza marito, che decise di prendere a vivere con sé questa bambina di sei anni che fu “l’errore dopo tre cose giuste”, figlia indesiderata di una famiglia troppo povera per sfamare una bocca in più.

Bonaria Urrai era però anche una donna che nel buio delle notti attraversava i paesi con passi svelti per entrare nelle stanze del dolore senza speranza, con un contenitore di coccio, un cuscino e la pietà necessaria per donare l’estremo sollievo.

L’accabadora è infatti “l’ultima madre”, la donna che esaudisce  il desiderio di liberare l’anima di coloro che si trovano obbligati a vivere in un corpo che non li lasciava andare nonostante “l’immobilità senza ritorno delle cose rotte”.

L’accabadora (letteralmente “colei che finisce”), presente in alcune comunità sarde fino a qualche decennio fa, non è l’unica di figura questo genere presente nel bacino del Mediterraneo, e sicuramente il libro di Michela Murgia ha contribuito alla diffusione della conoscenza di riti e tradizioni che ci appartengono molto più di quanto la memoria ci aiuti a credere.

Questo libro è soprattutto una storia sugli equivoci del giudizio e le capacità dell’amore, in grado di manifestarsi e crescere anche al di fuori delle modalità e dei percorsi comunemente accettati. Un libro sulla complessità dei sentimenti e delle cose della vita, sull’elasticità del confine tra condanna e clemenza, sull’attenzione che bisognerebbe prestare nei giudizi e nelle sentenze, nel tentativo di decidere ciò che è per forza giusto o sbagliato.

Alla bugia non c’è rimedio. Ogni volta che apri bocca per parlare, ricordati che è con la parola che Dio ha creato il mondo

michela-murgia (1)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...