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Santa Maria in Galilea: riapre a Senna la chiesa della principessa salvata dalla tempesta

santa maria in galilea 2

Ci sono diverse leggende intorno alla nascita della chiesa di Santa Maria in Galilea, a Senna Lodigiana. La più diffusa racconta di una principessa che si trovò, nel bel mezzo di una tempesta, ad attraversare il lago che bagnava le bassure di Senna molti secoli fa. Mentre la barca sulla quale si trovava stava per affondare, la principessa raccomandò l’anima alla Madonna. Accanto a lei apparve un tronco che, galleggiando sulle acque, le fornì un appiglio per portarsi in salvo sul più vicino lembo di terra ferma.
Fu proprio in quel luogo che la principessa, sana e salva, fece poi innalzare la chiesa di Santa Maria in Galilea per grazia ricevuta.
Leggende a parte, la storia ci dice che nel Medioevo il luogo oggi occupato dalla chiesa era sede di un monastero di monache cistercensi, distrutto insieme al castello di Senna durante la guerra di successione dello Stato di Milano. Nel XVI secolo, per volontà della famiglia Dati Somaglia, sulle rovine del monastero venne costruita la Chiesa di Santa Maria in Galilea che, per vicissitudini ereditarie, nel 1845 diventò proprietà della famiglia del Senatore Angelo Grossi e dell’Opera Pia che – alla morte di quest’ultimo – iniziò a gestire la sua eredità fondando anche un ospizio per anziani e un asilo d’infanzia.
Questa chiesa (di proprietà privata) fu sempre al centro di discussioni animate sul territorio.
Utilizzata come lazzaretto durante l’epidemia di colera del 1836 grazie ad un’idea illuminata di Angelo Grossi, che permise a Senna di essere uno dei centri meno colpiti dalla malattia, Santa Maria in Galilea fu spesso usata come pretesto per diatribe e scaramucce tra la curia parrocchiale e la proprietà privata dei Grossi.
Un libro pubblicato a gennaio 2014 grazie al lavoro di Francesco Riboldi, in occasione della riapertura al pubblico della chiesa dopo decenni di incuria e inagibilità, raccoglie documenti e lettere interessantissimi sulle relazioni di fine ‘800 tra potere secolare e potere ecclesiastico a Senna Lodigiana: un litigio continuo su soldi e diritti.
Tutto il mondo è paese.
Se non fosse che il parroco di Senna, don Francesco Carinelli, cercò di far addirittura condannare a morte il suo “avversario” Angelo Grossi, la guerra privata tra il prevosto e il dottore – combattuta a suon di messe cantate e benedizioni a pagamento – avrebbe anche dei risvolti esilaranti.
Uno stralcio emblematico di storia italiana che è bello conoscere e ricordare, perché ci fa capire ancora di più il valore della riapertura di questa chiesa dove una principessa, forse, un tempo, venne salvata dalla tempesta.

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